degustazione

Rocca di Frassinello 2006 IGT Toscana, Bordeaux e Maremma mai così vicini

Incantevole e profondo, in un attimo sei sul serio a metà strada tra Bordeaux (ricordiamo che Rocca di Frassinello nasce come joint venture un po’ fighetta tra Panerai gruppo Class e il barone Rotschild) e la Maremma tutto grazie al blend che saggiamente dà ampio spazio al Sangiovese (fino al 60%) mentre relega in minoranza Cabernet e Merlot. (altro…)

Divinando Le Stelle dal Bicchiere in tour nelle enoteche e librerie toscane: le date di Febbraio

Oddio non che quattro date facciano un vero e proprio tour però l’emozione di girare (anche solo per San Casciano, Firenze e Pistoia) per presentare il mio libro è comunque tanta che mi sono già immedesimato nel ruolo di scrittore on the road! Ad ogni tappa, ovviamente non si tratterà solo di parlare o discutere sul libro o sullo zodiaco… (altro…)

La Toscana di Rocca delle Macìe sull’arista di grigio del Casentino venerdi 4 febbraio da Burde

La Toscana di Rocca delle Macie, da Castellina alla Maremma: tutti i sapori della Tenuta di Sergio Zingarelli, dal Chianti Classico all’Occhio al Vento, dal Sant’Alfonso al Ser Gioveto in una mini verticale MAGNUM 2001 e 2005 e la “chicca” della Riserva 1997 Chianti Classico. E avremo anche modo di parlare del nuovo sito e il blog che ha debuttato da pochissimo

E per mangiare… (altro…)

Louis Roederer Vintage Brut Rosé (Millésimé) 2005

Un riferimento tra i rosè millesimati per Louis Roederer, la grande maison con il più alto rapporto (2/3) tra vigneti di proprietà (ben 214) e quelli in affitto. Si staglia subito  con il suo colore scarichissimo al limite dell’ossidato, salmone chiaro. Rivela note di melograno, lampone e ribes ma soprattutto pepe rosa, gesso e pan briosciato, note quasi balsamiche di alloro e menta. (altro…)

Cabreo La Pietra Bianco Toscana IGT 2007 non filtrato in magnum

Non solo per moda ma anche per continuare la sperimentazione che dal 1983 regala uno dei pochi grandi bianchi toscani. La pietra ha sempre dimostrato longevità e carattere, oggi dal 2007 e solo in formato magnum presenta una versione non filtrata (o meglio filtrata in maniera grossolana con filti a sacco) che consentono di preservare sostante e sapori altrimenti eliminati in un protocollo standard da vino bianco. (altro…)

E come stanno i Supertuscans? Parliamo con Giovanni Folonari delle Tenute del Cabreo

Dati per morti ogni 2 mesi almeno, pare godano invece di ottima salute. Certo una serata non è indicativa ma i palati (ben allenati) presenti lo scorso venerdì non hanno storto il naso di fronte a cabernet sauvignon, chardonnay e pinot nero. E anche sulla presunta difficoltà di abbinamento di certi vini alla nostra tavola avremmo qualcosa da ridire…Non si può dire che valga per ogni vitigno forestiero presente nel Chianti Classico ma in certi casi si ha la dimostrazione che ancora più del vitigno conta la capacità di far parlare un territorio.

Sentiamo cosa ne dice Giovanni Folonari: (altro…)

Jean Paul DeVille Carte Noire Champagne

Il pinot nero sale in cattedra già dal colore e del resto qui siamo in piena montagne de Reims. NAso affilato e appuntito di roccia con note agrumate e fruttata molto variegate. Fragola, rosa,, mela cotogna e pan briosciato si alternano al naso mentre in bocca il frutto è deciso e lascia molto soddisfatti. (altro…)

Elyane de Biron Comtes de Dampierre Champagne Brut

Da Comtes de Dampierre, una cuvèe esemplare per la Champagne con il suo 40% Pinot Meunier, 30% Pinot Nero e 30 Chardonnay. Colore vivido e chiaro, naso essenziale ma completo con rimandi nel floreale classico del meunier addolcito dal bel tropicale dello chardonnay e chiuso dal fruttato pieno e rotondo di un pinot nero non finissimo. (altro…)

Tassinaia 2006 Castello del Terriccio IGT Toscana

Primo “cru” aziendale e prende il nome da una collina ricca, appunto, di tane di tassi. Uvaggio paritario di merlot, cabernet e sangiovese, al naso è ovviamente quasi solo appannaggio delle bordolesi con tanta frutta di bosco e appena appena un lieve balsamico. (altro…)

Ceppeto Chianti Classico Riserva 2006 Mannucci Droandi

Un piccolo saldo di Merlot lo rende leggermente internazionale e finisce in questa fase un pochino sopra al sangiovese che pure ne costituisce l’impalcatura. Ma viene fuori soprattutto in bocca con la solita grande accoppiata acidità/tannino e una lunghezza di finale , elegante e fruttato nella ciliegia. (altro…)