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Estate, tempo di vini austriaci! Le nostre scelte su Business People di Giugno 2018 in edicola

L’Estate è ovviamente tempo di vini bianchi ma per cambiare le vostre prospettive ed essere originalmente gourmet cosa di meglio che guardare ad un paese vicino che si è imposto sul mercato come uno dei produttori qualitativamente più importante per questa tipologia? L’Austria in Italia non è molto diffusa con i suoi vini ma è un vero peccato: il particolare clima e la sua posizione in mezzo all’Europa ne fanno una naturale prosecuzione dell’Alto Adige che punta da un lato verso la Germania (Mosella e Rheingau i riferimenti) e dall’altro verso l’Europa orientale dei rossi. Su Business People di Giugno in edicola trovate una nostra nutrita selezione per cominciare a farvi un’idea…

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Corton Charlemagne GC 2015 ­ 2015 Domaine Rollin Père et Fils

Dei quattordini ettari di vigna coltivata su cinque diversi comuni della Côte de Beaune il gioiello di Casa Rollin è forse proprio questo Corton Charlemagne dal Grand Cru che la leggenda vuole individuato proprio da Carlo Magno in persona. Siamo a circa 300 metri in quota nella collina con terreni marnosi. Quello dei Rollin è qui un approccio naturale con certificazione di sostenibilità TerreVitis e minimo intervento in campo e in cantina, solo la tanta passione e savoir faire di varie generazioni al lavoro a partire dalla casa di Pernand-Vergelesses uno dei due comuni che si contendono i grand cru Corton-Charlemagne . Questo Corton Charlemagne grand cru nasce da suoli calcarei e marne molto povere con la classica esposizione sud ovest con vigne di età media piuttosto elevata, attorno ai 40 anni.

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Bourgogne blanc Vézelay Elegante 2015 ­ 2015 Domaine La Crojx Montjoie

Azienda recente ma con le idee chiarissime, il Domaine La Croix Montjoie è nasce nel 2009 con Sophie e Matthieu Woillez, agronomi ed enologi, e prende il nome dalla croce situata al crocevia di Vézelay e Tharoiseau, tra lo Chablis e Beaune in una sorta di prologo della Borgogna più classica. I vigneti a Vezelay sorgono non lontano dalla chiesa di Santa Maria Maddalena, patrimonio UNESCO e classica tappa del cammino di Santiago. In totale sono 10 gli ettari di proprietà di chardonnay e tutti nel comune di Tharoiseau su una proprietà che riprende la fattoria del vecchio castello omonimo.

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Tramari Salento Rosato 2017 Cantine San Marzano

I rosati stanno conquistando il mondo e la Puglia è certamente la regione italiana con maggior tradizione e qualità diffusa. Questo Tramari nasce da uve primitivo e quindi non da negroamaro o nero di troia (i vitigni tradizionalmente usati per i rosè in regione) e presente tanti elementi intriganti che sfruttano le caratteristiche del primitivo in chiave “rosa” in maniera convincente e accattivante.

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Il ritorno del Ronchì Pichi , vino liquoroso

Un vecchio amico di tanti mobili bar toscani e non solo, un vino aromatico prodotto all’epoca d’oro quasi in 400mila bottiglie l’anno oggi torna con la stessa formula di un tempo. Il Ronchì Pichi nasce dalla composizione di oltre 20 erbe e aromi che lo rendono il trebbiano e malvasia toscane dolci e speziate, un gusto inconfondibile e divertente a fine pasto da solo oppure per accompagnare dolci come ci racconta Alessandro Cicali che lo ha fatto rinascere e messo in produzione.

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Syrah Commendatore Igt Toscana 2010 Gabriele Mazzeschi

La prima annata di Gabriele coincide con la sua tesi di laurea ma è già un bel manifesto programmatico di quello che sarà negli anni successivi. Un colore che tiene ancora botta eccome e una vitalità al naso che impressiona tra rimandi classici del vitigno a ribes nero , cassis e spaziatura dall’alloro al ginepro.

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Mercurey blanc 1er cru En Sazenay 2015 Domaine Tupinier Bautista

Manu Batista è già un grande di Mercurey e dal 2016 opera nella nuova cantina scavata nella roccia. Erede di una famiglia viticoltrice dal 1770 ha le idee chiare per il suo futuro di qualità. Questo En Sazenay nasce da suolo sabbioso argilloso e vigne di età media 50 anni per un totale di poco meno di un ettaro. 5mila bottiglie che nascono dopo 11 mesi di passaggio in barrique e regala note intense dorate e ricche che prefigurano il bellissimo naso con una componente gessosa e affumicate che esalta le componenti fresche di pesca e quasi tropicali che emergono in bocca o quando il vino prende qualche grado di temperatura nel bicchiere.

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Foramacchie IGT Toscana Rosso Sangiovese e Cabernet 2015 Gabriele Mazzeschi

L’espressione schietta e diretta nonostante un discreto uso del legno per il sangiovese della Valdichiana dove c’è eleganza ma anche forza e una certa ruvidezza che affascina. Questo Foramacchie nel bicchiere è trasparente ed elegantemente toscano nonostante il saldo di 5% di cabernet sauvignon ma le note sono viola e lamponi poi ciliegie con un tocco di sottobosco mediterraneo. Al palato è ficcante e piacevole con una dinamica acido sapida di tutto rispetto e una salinità che contrasta bene con il bel frutto dolce.

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Oro di Caiarossa Igt Toscana 2014

Ecco un passito che nasce con la voglia in realtà di essere un muffato quando le circostanze lo permettono…e in questa 2014 con una vendemmia condotta a metà novembre su uve sane, ben passite c’erano anche tracce importanti di muffa nobile. Protette da una comunità di poiane che tengono lontani i volatili e recenti che le nascondono a cinghiali e caprioli le uve di petit manseng biodinamiche di Caiarossa portano ad un vino ambrato con note invitanti di frutta secca come albicocche e agrumi ma sempre punteggiate da pepe bianco, iodio e note ferrose classiche dei muffati a riecheggiare sauternes e vini simili.

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Fontemazza Vinsanto 2009 Valdichiana DOC Gabriele Mazzeschi

Da caratelli murati come vuole la tradizione ma soprattutto con la “madre” del Vin Santo del bisnonno, il padre del Commendatore Giovanni Mazzeschi ecco un prodotto superlativo che ha la magia dei vin santo della zona di Montepulciano. Grassezza e acidità in una sublimazione di gusto dolce ma mai esagerato, naso di noci e frutta candita, palato che appassiona e diverte con quel tocco di ossidazione e acetica che ravviva di continuo la beva. Su pasticceria secca e sulla torta locale di Pasqua, dolce ma non troppo, ovvero la Ciaramaglia di Paolo Gori.

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