Degustacene da Burde

Serate da Burde in compagnia di buoni vini e buon cibo…o così speriamo!

Chateau Palmer 2001 Margaux AOC

Un’annata difficile ma che non è stata avara di perle come questo Palmer che oggi è giunto ad una mirabile maturità (all’assaggio en primeur si consigliava di berlo tra il 2010 e il 2030 quindi ci siamo!). Note che incorporano frutta di bosco e spezie, complessità e sfaccettature, eleganza e stile Margaux molto dolce e femminile, lavanda, bergamotto, galbano e giacinto, tannino fine e roccioso, lunghezza e raffinatezza.

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Pol Roger Champagne Rich

Uno Champagne tornato alla ribalta dopo anni in cui aveva solo pochi estimatori. In realtà in casa Pol Roger è il sontuoso coronamento di un pasto al momento del dessert con alcune divagazioni in aperitivo più che una base per cocktail e miscelati particolari con frutta come quelli che stanno invadendo il mercato in questi mesi.

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Bibbiano Rosato “Scappalepre” 2016 IGT Toscana

Appena presentato a Vinitaly, noi lo ce lo siamo gustato in anteprima assoluta nella serata dedicata a Bibbiano in trattoria. Un rosato alla provenzale ma da sangiovese di Castellina, una combinazione piacevolissima di rigore e piacevolezza che nel bicchiere si presenta di un rosato invitante placido e tranquillo come un tramonto di primavera. Note di melograno, rose, fragole di bosco e tocco di cipria, bocca sapida piacevolissima con retrogusto sapido e appena amarognolo, un mix accattivante e di una grande piacevolezza complessiva.

Pinot Nero Bressan 2006 Friuli Venezia Giulia

Una meraviglia di pepe e intensità che al naso sembra tutto fuorchè un pinot nero tanto è profonda la mimesi di uno schioppettino. Oltre al pepe nero, al naso si affacciano timidi tentativi di frutta rossa, fragole e lamponi che però necessitano dell’assaggio per mostrarsi nella loro bellezza.

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Chateau Palmer AlterEgo 2013 Margaux AOC

Non un second vin ma un altro grand vin, soltanto diverso e giocato più sull’immediatezza del frutto e del floreale che sulla potenza e ricchezza del tannino. Questo 2013 appare scuro e scalpitante, intenso e variegato: pepe ribes, alloro, liquirizia, senape, humus e toni mediterranei.

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Gewürztraminer Vendage tardive 2008 Hugel et Fils Alsace AOC

L’altra grande specialità alsaziana ovvero i vini dolci non potevano mancare nella nostra rassegna ed ecco questo prodigioso passito da vendemmia tardiva a miracol mostrare con note intenso e carnose di rosa, lytchess, zafferano, miele, bergamotto e anice ma soprattutto un palato che rifugge la troppa dolcezza per regalare sussulti freschi impressionanti per un vino dolce.

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Domani Venerdi 7 aprile Verticale di Vigna del Capannino 2005-2008 Chianti Classico Bibbiano e presentazione nuovo ROSATO!

Domani sera finalmente debutta in anteprima assoluta (che in realtà sarebbe a Vinitaly…) il primo Rosato della storia di Bibbiano (Listrice 2016) e sarà solo l’inizio dell’attesa cena di venerdi 7 aprile  dedicata al Vigna del Capannino, ora Gran Selezione ma storica riserva Chianti Classico di Bibbiano, azienda gambelliana che si è sempre distinta per i suoi vini diretti minerali e con un frutto nitido e persistente. Vi aspettiamo domani (venerdi) sera per questa serata speciale con OTTO vini e un menu scelto appositamente da Paolo Gori per esaltare il sangiovese di Castellina in Chianti!

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Schoelhammer Riesling 2007 cru Schoenenbourg Hugel et Fils Alsace AOC

Eccoci alla scommessa più coraggiosa della famiglia Hugel che estrae 30 filari (poco più di 4mila bottiglie) dal grand cru più famoso dove lavoro per ottenere questa selezione impressionante per ricchezza equilibrio e lunghezza al palato. Note sassose e di petricore sono solo l’inizio di un percorso nella storia per un vino che racchiude strati di spezia, note balsamiche, miele di corbezzolo, tocchi tropicali, albicocca, menta, resina, timo, erbe aromatiche mediterranee ma soprattutto una meraviglia di gusto che passa in rassegna ogni spettro aromatico del vino bianco.

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Le Anfore di Elena Casadei, esperienze di macerazione e ossidazione a confronto

Pier Paolo Pagni ci racconta come si lavora in Casadei con le anfore, macerazioni e accortezze per ottenere il meglio da questo contenitore che si rivela ideale con vitigni con tendenza alla riduzione come Cannonau e Syrah ma anche con Sangiovese e Moscato si è rivelato utile e soprendente in numerose occasioni.

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Come Bordeaux è diventato Bordeaux

Con Daniele Balan raccontiamo una storia vecchia come il vino buono ma sempre illuminante da riascoltare per capire come mai certi vini arrivano a diventare beni di investimento pur rimanendo oggetti di godimento pazzesco a tavola. Un video da gustare e ascoltare nei dettagli per capire e non solo parlare per sentito dire su questa denominazione così importante per il vino mondiale.

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