In casa Cogno, Valter Fissore è un tradizionalista e un mago nel saper sfruttare ogni sfumatura di casa Ravera, il vigneto di nebbiolo da cui nascono tutti i vini dell’azienda. La differenza la fanno le esposizioni ma soprattutto l’età dei vigneti che in questo caso hanno “solo” 12 anni di età (e posti a 380 mt slm) mostrando i lati più dolci del loro essere uve da Barolo. Il vino che ne consegue è chiamato appunto Cascina Nuova a sottolineare la loro irruenza e piacevolezza giovanile.
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Pignoletto Doc bianco spumante millesimato 2018 extra dry “Stellato” Albinea Canali
Siamo nella zona dei Colli Bolognesi con questo spumante da uve Pignoletto in versione molto accessibile extra dry ma che mantiene il carattere del vitigno che ricordiamo essere in realtà il grechetto gentile che troviamo in altre zone bianchiste d’Italia come l’Umbria. Viene prodotto in versione millesimata , ha grande struttura e quasi note tanniche al gusto ma che in versione spumante diviene piacevolissimo.
Castello di Monsanto Chianti Classico Riserva Il Poggio 2014
Annata minore per la Toscana ma in realtà perfetta per un cru di eleganza e potenza sotto controllo come Il Poggio. Forse il primo cru in assoluto del Chianti Classico, deriva da un vigneto meraviglioso sempre baciato dal sole in ogni direzione e nelle amante più fredde riesce laddove molti altri vigneti vanno in difficoltà ovvero a portare a perfetta maturazione il sangiovese nella sua componente tannica più delicata. Questo 2014 è il primo a portare in etichetta la tipologia “Gran Selezione” ed è decisamente un inizio promettente, naso intrigante fine e delicato, tra ciliegia, fragola matura, noce di cola, pepe, lamponi in confettura, bergamotto e fragole.
Tuscan Wine for Beginners: #9 Dessert wines from Tuscany
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Pergole Torte 2016 Montevertine
Una bellissima annata a Radda questa 2016 che unisce energia ricchezza ed eleganza come poche altre. Il Pergole 2016 spicca con rosso rubino brillante con velo di cupezza e oscurità maggiore che in altre annate a sottolineare la ricchezza. L’eleganza del naso ben si sposa all’etichetta con la figura femminile 2016 di Alberto Manfredi scelta per quest’annata con il suo frutto molto preciso, una grandissima intensità di amarena, visciole e poi note lievi di legno miste a pepe verde, mirto e tabacco, more e ribes nero.
Poggio di Sotto Brunello di Montalcino 2015
Anteprima golosa di una 2015 che si preannuncia memorabile a Montalcino e per molti la vendemmia migliore di sempre (finora). Vendemmia come sempre settembrina precoce per lo stile aziendale, necessaria per preservare acidità in un contesto dove potenza sole ed energia abbondavano nell’annata. Il profilo è levigato, roccioso, floreale, viola, amarene, ribes rosso lamponi e fragole, intensità cangiante struggente che vira già in parte sul balsamico, menta, alloro, cardamomo, bergamotto.
Il Colombaio di Cencio Chianti Classico 2017 Monticello
La storica tenuta protagonista negli anni ‘90 di una bella cavalcata qualitativa con il famoso supertuscan “Futuro” e una reputazione di solidi Chianti Classico torna sul mercato dopo l’acquisto da parte di Oscar Farinetti. In cabina di regia come direttore tecnico Manuel Pieri giovane e talentuoso enologo del Chianti Classico che qui a Gaiole riesce a tirar fuori vini territoriali e personali al tempo stesso.
Tuscan Wine for Beginners: #8 Decanting and serving wine
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Amarone della Valpolicella DOCG 2013 Classico Aldrighetti
Il vino principe da appassimento dell’enologia mondiale in casa Aldrighetti riceve moltissime cure artigianali e manuale e viene coccolato in maniera speciale. Il risultato è un bel naso bello ricco rotondo ma con venature fresche e speziate in un bel mix. Amarene e frutta sotto spirito, mirtillo, pepe nero, tabacco, mirto e alloro, seducente e ricco, sorso spedito e cangiante, entra dolce ma finisce con serietà e rigore con tannino pulsante mai aggressivo utilissimo in tavola.
Champagne Eliane Delalot Les Dionysiaques Nogent l’Artaud (Vallée de la Marne)
Eliane Delalot ha sempre lavorato la terra a mano e sempre venduto le uve in questo paesino in fondo alla Valle della Marne quasi vicino a Parigi. La produzione in proprio parte pochi anni fa con il figlio professore di storia dell’arte che ha come linea guida proprio l’idea di produrre poco ma fare di ogni vino un’opera d’arte a cominciare dall’etichetta. Biodinamica per vigne che non hanno mai visto un trattore in vita loro, lavoro completamente a mano dal remuage al degorgement per solo 8mila bottiglie che valgono lo sforzo per cercarle e provarle.