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La ricette della pecora, dalla cucina scozzese alla piana fiorentina

Siamo affezionati a questo ardimento — usare queste due cose molto forti insieme. Sapete perché si mangia la pecora da queste parti? Per ragioni storiche. Firenze non voleva il passaggio degli armenti che transumavano dai monti — soprattutto dal Casentino verso il mare — e quindi le vie della transumanza si dividevano: una passava da Campi e Compiobbi, l’altra più sulle colline, sulla parte di Bagno a Ripoli. Il passaggio veniva pagato — pagato con gli animali che morivano e rimanevano sul territorio, oppure lasciando le pecore più vecchie. Era il modo con cui si pagava l’affitto del terreno alla Signoria. Per questo, da questa zona fino a tutta Sesto e Campi, cuocere la pecora è una tradizione radicata.

La pecora, fino a poco tempo fa, in questa parte di Firenze la mangiavamo noi e basta — e ci guardavano malissimo. Ora invece la carta è girata: tutti i ristoranti, se non cucini la pecora, se non hai la trippa di pecora, non sei nessuno. Anche lì, i corsi e ricorsi storici — ormai è stato sdoganato come taglio di carne.

L’abbiamo cucinata in due modi classici: sulla pentola, che è il suo classico, e in umido. Avevo anche pensato di fare la bistecchina, ma sapete — la pecora è molto grassa. Ho una sola griglia con una cappa e fare la bistecchina vuol dire rischio d’incendio. Abbiamo qui una nutrita rappresentanza della Sagra del Ranocchio, che sa bene cosa vuol dire grigliare la pecora — una capacità incendiaria molto simile a quella del rosticciano.

Come antipasto abbiamo fatto il classico uovo alla scozzese. Poi la farinata di cavolo nero, perché l’intensità e la pungenza del cavolo nero si sposa bene con sentori intensi come quelli del whisky. E abbiamo chiuso con un dolce di origine scozzese, abbinato come si conviene a fine pasto.

È stato quindi un mix tra cucina toscana e qualche accento di cucina scozzese!

Carmignano Villa Artimino Poggilarca DOCG 2021

La tenuta di Artimino nasce nel 1596 e già da prima in zona si facevano grandi vini. Continuano oggi la tradizione la famiglia Olmo con Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo. La loro tenuta è immersa nei suoi 732 ettari divisi fra la provincia di Prato e quella di Firenze, con il fiume Arno che scorre nella valle ai piedi della cantina. Coltivata da sempre a boschi (è nata nel 1596 come riserva di caccia di Ferdinando de’ Medici) e vigneti (oltre settanta ettari con l’obiettivo di arrivare a cento nei prossimi anni) e circa 17.000 piante di olivo su terreni non sempre facilmente accessibili.

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Barbocchio Barco Reale di Carmignano DOC Tenute Ceri 2022

Tenuta Ceri potrà essere l’ultima arrivata nella storia quasi millenaria del vino a Carmignano ma di certo ha già saputo farsi notare. Grandi profumi, eleganza da vendere, importanti investimenti in vigna e in cantina hanno permesso all’azienda guidata da Edoardo Ceri di ottenere il premio di rivelazione dell’anno da parte del Gambero Rosso e assaggiando questo Barco Reale 2022 si capisce benissimo il perchè di tanto entusiasmo.

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Marmellata Chiaverini e ricette di Paolo Gori: Paccheri Caprino, Fichi & Mandorle

In tanti di voi venite da Burde di ritorno da più o meno lunghe permanenze all’estero o comunque fuori città e tra i primi prodotti che ci chiedete ci sono sempre le marmellate Chiaverini che in effetti vendiamo praticamente da sempre, dalle confezioni di latta in poi! Con il nuovo look dei vasetti e il nuovo marchio ci sono state tante iniziative per far parlare di questo classico fiorentino e ci ha fatto molto piacere che abbiano chiesto a Paolo Gori alcune ricette per usare le confetture in contesti che non siano la colazione o il dopo pasto.

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Buon anno con le Crespelle di Baccalà! Online la ricetta completa

Sarà un po’ tardi per farvi cambiare idea sulla cena ma ci tenevamo comunque a darvi in collaborazione con Firenze Today la ricetta di Paolo Gori delle Crespelle di Baccalà, piatto che compone il nostro menu di Capodanno che ha avuto un successo incredibile. Che poi le ricette sono due perchè per fare le crespelle di baccalà si parte dalla crespelle di ceci, ricetta vi abbiamo già mostrato…

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Crostini di fegatini: la video ricetta di Paolo Gori

Grazie a Firenze Today e alle nuove iniziative piovute sul web abbiamo reimparato tutti a cucinare e divertirsi in cucina anche solo per non pensare a quello che dovremo affrontare nelle prossime settimane. Tra le ricette che ci chiedete più spesso ecco quella dei crostini di fegatini della trattoria, semplicissima, economica  e di una golosità unica!

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La ricetta di Paolo Gori del sugo di Prosciutto Toscano DOP

Tra i sughi più particolari, saporiti e ricercati della nostra cucina spicca quello al sugo di Prosciutto Toscano, uno dei migliori modi per assaporare la particolarità di questo salume che ha visto negli ultimi anni una grande crescita qualitativa per staccarlo dal classico stereotipo del prosciutto “tiratissimo” e salato ai limiti del fastidioso. Cambiano i tempi e cambiano i gusti ma non l’intensità del sapore che oggi ha una definizione e una piacevolezza che non richiedono l’intensità di salagione di un tempo.

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Ricette dal Chianti a Firenze con Paolo Gori e la cucina delle nostre tavole in libreria

E’ stato presentato sabato scorso nella sala del Pegaso della Regione Toscana l’ultimo libro di Mirko Chilleri, direttore di Rossorubino.tv    che tra gli altri chef coinvolti, ha intervistato il nostro Paolo Gori parlando delle nostre ricette di Pappa al Pomodoro, Zuppa Inglese e Ribollita oltre che di quello che si dice fosse il piatto preferito di Caterina de’Medici ovvero il Cibrèo, all’epoca considerato un piatto da regine. Il libro ha la particolarità di avere dei QR code che sbloccano interviste e resconti storici più approfonditi che ne ampliano il respiro e lo rendono intrigante e ricco di sorprese e atmosfera.

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Pomino Pinot Nero DOC 2015 Frescobaldi

Frutto delle idee audaci lungimiranti e innovative di Leonia degli Albizi che a metà del 1800 decise di portare sulle alte colline della Rùfina e Pomino uve francesi adatte al clima molto particolare della zona. Da allora si coltiva pinot nero anche se sono solo pochi anni che l’attenzione si è concentrata sulla sua valorizzazione. Dopo gli anni del Pomino Rosso (sangiovese e pinot nero) è oggi il tempo del pinot nero in purezza giocato in eleganza finezza e toni molto delicati.

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Pisco is Perù, breve guida al Pisco nella mixology per la #PiscoWeek a Firenze fino al 27 maggio

Non è mai tardi per imparare ad apprezzare un nuovo distillato, no? Direttamente dal Perù nei migliori bar di Firenze arriva il Pisco, storica acquavite d’uva peruviana che di recente è entrata nella mixology dei professionisti del mondo. Questo fine settimana (fino al 27 maggio) sarò possibile assaggiare una gamma impressionante di cocktail a base Pisco in città nei locali più importanti per i drink. In particolare li troverete all’Atrium Bar – Four Seasons Hotel, Bitter Bar, Caffe Gilli, Ditta Artigianale, Divina Terrazza – Hotel Cavour, Eataly, El Gallito, El Inka, Filippo Mud, Grand Hotel Minerva, Harry’s Bar, Inferno, Joshua Tree Pub, La Menagere, La Vaka Loka, Locale Firenze, Mad, Mistura, Pint of View, Rasputin, Santa Rosa Bistrot, Sesto, The Fusion Bar.

Noi abbiamo avuto la fortuna di avere una piccola anteprima con una passeggiata in quattro di questi… ecco come è andata!

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