Dalla valle del Bidente e da un terreno argilloso tipico della zona dai cloni più vecchi del vigneto di Prugneto, ecco un romagna sangiovese che strizza l’occhio al grande frutto classico della tipologia unendolo ad una sensibilità molto più moderna. Violaceo e luminoso, ha note di frutta carnosa tra mirtilli cassis ciliegie e cipria con note di cardamomo bergamotto e tabacco kentucky ad impreziosire il tutto.
trattoria
Bradamante Albana e uve aromatiche Passito Podere del Nespoli 2016
Il retaggio dell’Albana passito si fa sentire forte in questo vino assemblaggio con altre uve aromatiche in versione iodata ferrosa e speziata. Podere del Nespoli rende omaggio al famoso personaggio del poema cavalleresco “L’Orlando furioso”, la guerriera cristiana simbolo di una donna forte ma anche elegante e romantica esemplifica bene il carattere di questo vino dolce mai arrendevole o troppo ruffiano.
Bistecca e Champagne Roger Coulon venerdi 25 gennaio da Burde!
Barolo Cannubi 2013 DOCG L’AStemia Pentita
Un’annata classica la definisce Mauro Daniele, enologo de L’Astemia Pentita di Cannubi a Barolo e in effetti la 2013 si è dimostrata affidabile e stimolante nei bicchieri con alcune punte di eccezionalità rimarchevoli. Ed è anche la classica annata dove l’equilibrio e la piacevolezza di questo vigneto meraviglioso vengono fuori in maniera inequivocabile. Rosa bulgara, incenso orientale, ribes rosso e nero, bergamotto, noce di cola, ginepro e tabacco stagionato aprono un naso armonioso e lussureggiante che non esce mai dal canone dell’eleganza.
I segreti della carne Calvana
La meraviglia della carne di razza Calvana del salumificio Mannori è stata apprezzata nei tagli di carne predisposte per il gran bollito misto della Trattoria da Burde lo scorso venerdì ma non è l’unico impiego dove la Calvana da il suo meglio. Sue Ellen ci racconta l’attività di famiglia e le particolarità della carne calvana che ogni giorno potete assaggiare nel peposo in trattoria.
Champagne Mandois Brut Zero
Uno splendido e pimpante, nitido e cristallino dosaggio zero che trova nel tempo (6 anni sui lieviti!) la quadra per una equilibrio perfetto questa nuova cuvèe di Claude Mandois a Pierry (non lontano da Epernay). Assemblaggio 50% Pinot Nero, 50% Chardonnay con doppia pressatura, fermentazione alcolica e malolattica e appunto affinamento in bottiglia per minimo 6 anni. Il vino è sontuoso con una freschezza limpida e cristallina dove emergono mandarini, kunmquat e tanti rimandi speziati e dolci che al palato grazie allo zero dosaggio si animano in un vortice di piacevolezze assortite.
Farnito Vinsanto del Chianti Doc 1999 Carpineto
Dopo qualcosa come 17 anni in caratello, probabilmente il tempo più lungo per un vin santo in commercio adesso, esce il 1999 Vin Santo del Chianti di Carpineto, frutto di un prezioso e certosino assemblaggio di uve malvasia e trebbiano maturate e affinate in caratelli sparsi tra Montalcino, Dudda (Chianti Classico) e Montepulciano, terra importantissima e famosa per la tipologia.
Campodora 2017 Romagna DOCG Albana Secco Podere del Nespoli 1929
Dalle Colline Forlivesi un vino che sfrutta il medio impasto calcareo del terreno per realizzare un’albana gradevolissima, piccante sapida e dal bellissimo impatto nel bicchiere. Floreale di sambuco, acacia e di frutta gialla come pesca, albicocca e mandarini. Al palato è molto ricco ma la nota tannica lieve lo equilibra e lo rende scattante.
Fiorile Fondo San Giuseppe Albana di Romagna Secco 2017
Stefano Bariani ci racconta del suo bianco di punta sempre richiestissimo dal mercato che se ne contende le bottiglie ad ogni uscita. Questa Albana si inserisce nella filosofia aziendale improntata al massimo rigore di espressione ma anche nell’applicazione dei dettami biologici e di legame con la natura. Siamo a Brisighella, a 400 metri sul livello del mare. I terreni sono limo argillosi, calcarei, con scheletro marnoso e ricchi in sostanza organica.
Lauro – Bianco Costa Toscana IGT 2015 La Regola
La sfida italiana al grande bianco si sta giocando su più fronti e se in Friuli e Alto Adige si punta su autoctoni e varietà di punta internazionali qui in Val di Cecina si prova a insister sull’outsider Viognier che con una piccola percentuale di Chardonnay compone questo intrigante Lauro de La Regola.