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Paolo Gori e le suggestioni etrusche nella cucina toscana

Paolo Gori racconta le suggestioni e le citazioni della cucina etrusca in quella toscana di oggi a partire dall’acqua cotta alla maremmana con il suo uovo (tipico dei banchetti funebri simbolo di morte e rinascita) per proseguire con l’uso di fichi e frutta con le carni (colombacci e piccioni), le fave per finire con il “garum”, prelibatezza destinata ai nobili etruschi che probabilmente oggi per noi sarebbe immangiabili ma di cui possiamo ritrovare tracce nella nostra acciugata, salsa classica da usare (anche) sulla bistecca alla fiorentina.

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Oggi sul QN Quotidiano Nazionale si parla di Vermentino, il bianco che ha impazzato questa Estate e non solo

Oggi sul Quotidiano Nazionale (il quotidiano da 300mila copie che accomuna La Nazione,  Il Resto del Carlino e il Giorno) si parla grazie a Paolo Pellegrini di Vermentino toscano ma non solo. E lo facciamo con una intervista al sottoscritto in cui emergono molti aspetti di questa uva arrivata alla ribalta con un grandissimo successo in Toscana e in Italia grazie agli investimenti in Maremma e sulla costa toscana ma non solo. Con la Sardegna, i colli di Luni e altre zone storiche che hanno continuato ad elevarne la qualità media.

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Il pinot nero parla toscano

Misterioso e affascinante, sottile e trasparente eppure energico mutevole e sensibile nei confronti del luogo dove cresce, capace di sprigionare i profumi più arditi e sensuali del mondo del vino ma allo stesso tempo l’uva più complicata al mondo da coltivare e vinificare nel modo migliore: è facile capire come mai il pinot nero abbia un posto così speciale nel cuore di tutti gli appassionati di questa bevanda. E la Toscana poteva forse tirarsi indietro in questa sfida? In edicola su Business People di Settembre trovate una rassegna piuttosto completo sul tema…

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Venerdi 14 settembre tutti a Genova! C’è God Save The Wine e una città orgogliosa come non mai da visitare…

God save the wine riparte dopo la brevissima pausa estiva e lo fa con una città speciale oggi più che mai nei cuori di tutti ovvero Genova!  Venerdi 14 settembre saremo in questa meravigliosa città in cui abbiamo sempre creduto e che quest’anno vogliamo idealmente abbracciare nel dolore e soprattutto nella speranza di un pronto riscatto per i suoi cittadini e l’Italia intera. Una serata per parlare della vendemmia 2018 in corso e del futuro che ci aspetta. In alto i calici e le forbici, dunque, che le sfide sono sempre piaciute agli italiani che nelle difficoltà sanno tirar sempre fuori il meglio di loro!
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Tenuta Le Difese Igt Toscana 2015 Tenuta San Guido

Il vino cadetto di Sassicaia ha sempre il suo perché e in annate come la 2015 prefigura un’altissima qualità di tutti i vini della tenuta. Il naso de Le Difese come sempre è un capolavoro di aromi e spaziature che dalla macchia mediterranea arrivano fino a spezie orientali, rose e viole del sangiovese passando dalla bella frutta di bosco scura del cabernet. Al palato è sempre sorprendente perché sa interpretare il lato di Bolgheri improntato alla freschezza e alla bevibilità con mai un tannino fuori posto e tanta piacevolezza anche servito appena fresco.

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Pomino Pinot Nero DOC 2015 Frescobaldi

Frutto delle idee audaci lungimiranti e innovative di Leonia degli Albizi che a metà del 1800 decise di portare sulle alte colline della Rùfina e Pomino uve francesi adatte al clima molto particolare della zona. Da allora si coltiva pinot nero anche se sono solo pochi anni che l’attenzione si è concentrata sulla sua valorizzazione. Dopo gli anni del Pomino Rosso (sangiovese e pinot nero) è oggi il tempo del pinot nero in purezza giocato in eleganza finezza e toni molto delicati.

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Tenuta di Salviano Vendemmia Tardiva 2016 Orvieto

Da uve procanico e grechetto, un vino che incarna la grande tradizione dolce della zona che risale agli antichi romani con il loro cannellino. Oggi però c’è il lago di Corbara in più rispetto ad allora e sono possibili anche vini incredibilmente complessi e ricchi come questo muffato dalla riconoscibili note già appena versato nel bicchiere.

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Givry Blanc 1er Cru Crauzot 2015 ­ 2015 Domaine Ragot

La famiglia Ragot è presente da 1760 a Mercurey anche se poi hanno passato la sede principale a Givry alla fine del 1800 quando nasce appunto il Domaine Ragot. Oggi sono Nicolas e il padre Jean Paul che vinificano le uve da un totale di 9 ettari di cui i tre quarti hanno più di quarant’anni di età. Questo Crauzot nasce da 0,2 ettari di chardonnay su suolo calcareo di età media piuttosto giovane ma capace di grande prestazioni. Vinificazione termocontrollata in fusti da 400litri per un terzo nuovo ma prima con fondamentale macerazione a freddo. Naso esplosivo e cangiante che tiene testa al bel colore giallo paglierino con toni dorati sullo sfondo.

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Sabato 21 Luglio tutti al Forte dei Marmi con God Save the Wine! Il vino sulla spiaggia vi aspetta

Per l’edizione estiva di God Save The Wine, quella dell’ottavo anniversario (ebbene si, siamo partiti nel 2010…) ci aspetta un doppio evento in due dei nostri scenari più suggestivi e eclatanti: la magnifica terrazza del Grand Hotel Baglioni giovedi 19 luglio, una delle preferite dei nostri winelovers; e la fascinosa spiaggia di Forte dei Marmi sabato 21 luglio, un set irresistibile per le feste del vino più glam della stagione…

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Montepeloso Bianco IGT 2016

Un raro blend toscano che sa accorpare i classici vitigni bianchi della tradizione come trebbiano e malvasia insieme ad influenze mediterranee ovvero vermentino e clarette senza cedere alla moda del viogner e sauvignon per addolcire il risultato. Questo bianco di Montepeloso è in linea con le idee di Fabio Chiarellotto sui vini della maremma e risulta piacevolissimo già dal naso ricco di suggestioni sapide saline e di erbe aromatiche tra timo, salvia e un bel floreale con ritorni agrumati.

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