Andrea Gori

Sommelier, giornalista pubblicista, scrittore e ristoratore da 4 generazioni a Firenze con la Trattoria da Burde di famiglia, fondatore del Dissapore Network e Intravino, i siti web più frequentati dell'enogastronomia italiana. Scrivetegli pure a burdedj[@]gmail.com

Domani 8 giugno a Gavi per Di Gavi in Gavi, abbinamenti, Chablis e il grande Piemonte bianco

Insieme ad Antonella Clerici da domani sarò a Gavi per contribuire a festeggiare una DOCG fondamentale per il vino bianco italiano del mondo ovvero il Gavi di Gavi! Il Piemonte non è solo terra di grandi rossi ma anche la terra di una denominazione storicamente regale e magniloquente come il Gavi, uno dei capisaldi storici del vino italiano che solo recentemente si è riaffacciato nel campo dei big. E’ un vino da tavola e da lungo invecchiamento e se lo vorrete mettere alla prova saprà stupirvi…peccato davvero che sia sparito dai radar di molti sommelier e comunicatori. 

Cercheremo di rimediare Antonio Paolini, Gianni Fabrizio ed Antonella Clerici ma soprattutto con l’aiuto delle cantine del territorio che apriranno le porte e le cantine per farvi assaggiare i loro vini in questo fine settimana…

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Tenuta Montauto Enos I Igt Sauvignon Blanc Vecchie Vigne 2018

Impressionante intensità aromatica e spaziatura coinvolgente per un naso che cattura l’immaginazione tra note di pompelmo e lime, tropicale di frutto della passione e mango, pesca, note di rametto di pomodoro, bosso leggero e tocco affumicato incantevole. Si aggiungono poi note balsamiche e gessose per una intensità che affascina e cattura l’immaginazione.

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Il pesce dell’Adriatico a Venezia: Antica Cera

La stagione estiva veneziana è iniziata con il botto con un arrivo atteso da anni in laguna. Lo chef veneziano titolare dell’Antica Osteria Cera, unico ristorante europeo con due stelle Michelin con cucina esclusivamente di pesce, è infatti appena sbarcato sulla Terrazza dell’Hotel Excelsior Venice Lido Resort con una proposta che è un racconto di esperienze di mare e cucina appassionante e struggente che ricapitola la sua carriera e la storia di una famiglia votata al mare e al territorio.

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Champagne Duval Leroy Premiere Cru Fleur de Champagne 4 giugno

Il nome deriva dal profumo di fiore della vita che in Champagne si può annusare con piacere a maggio e gli venne dato dal suo creatore Richard Duval Leroy ai primi del 1900. Una maison antica (fondata nel 1859) ma che ha sempre giocato su quantità e volumi più che su finezza almeno fino agli anni ’90 quando la signora Claude rimasta vedova decide di impostare in maniera molto diversa la produzione. Investe in qualità e ricercatezza, assume e struttura l’azienda al femminile (oggi il 45% dei dipendenti sono donne compresa la chef de cave Sandrine Logette-Jardin).

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Champagne Piper Heidsieck Rosè Sauvage

Ecco un rosé d’assemblage ma con colore intenso e scuro, molto claret, quasi da rosso appunto, tonalità pronunciate che colpiscono e in effetti anche il naso è un’esplosione di frutta rossa, un vino audace che risulta fortemente vinoso, con nota evoluta molto forte. Ma nello Champagne rosa davvero “sauvage” di Piper Heidsieck la vinosità in bocca in realtà non c’è: i frutti rossi sono trasportati da agrumi e mandarino verso note più fresche, è audace perché non gioca solo sull’eleganza ma anche su potenza e vinosità, si ha l’impressione davvero di masticare ribes insieme a un frutto più acidulo e speziato, zafferano, pepe, affumicato, qualcosa che fa pensare a cucina e abbinamenti importanti.

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Champagne Piper Heidsieck Brut Essentiel (base 2012)

L’etichetta più esaustiva mai presentata da Piper Heidsieck sui suoi Champagne racchiude le informazioni necessarie e godersi questa piccola grande chicca di bevuta champenoise. Un accurato blend di oltre 100 vini condotto da Séverine Frerson-Gomez , che dal 2001 segue i blend alla Maison e dal 2012 è diventata capo enologo erede di Regis Camus.

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Chateau La verrerie Rosè Luberon AOC 2017

Ecco un vino ideale per svelare la magia della PRovenza (e zone limitrofe come questo Luberon) e quello che è capace di realizzare nel bicchiere sia sulle spiagge della Costa Azzurra che a tavola in trattoria in una piovosa primavera. La base ampelografica poggia su grenache (72%) e cinsault (13%) e per un 15% su altre varietà locali come syrah e mourvedre e picpoul tutte vinificate separatamente e poi assemblate.

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Capannelle Chianti Classico Riserva 2010 DOCG

Un vino che avevamo lasciato “pimpante” sei anni fa e che ritroviamo dopo diversi minuti nel bicchiere per risvegliarsi, in uno stato di forma notevole con note molto scure di mirtillo ribes nero, alloro e cardamomo balsamico. Col tempo crescono gli aromi di arancio e amarena e la spezia va sul pepe e ginepro rivelando sorso dopo sorso una materia molto ricca ma evolutasi benissimo.

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Vermouth Etrusco Bianco Tenuta Fertuna

La moda del Vermouth arriva anche in Maremma e la Tenuta Fertuna ne realizza uno molto particolare e ricercato. Su base vermentino e altri bianchi locali si innestano la obbligatoria nota di Assenzio romano (nota amaricante) corroborata dalle note fresche e agrumate di zagara, arancio dolce, arancio amaro, limone, bergamotto, cardamomo e zenzero.

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Tenuta Montauto Ciliegiolo 2017 Igt Toscana

Il nonno del sangiovese in maremma è sempre più di casa e il ciliegiolo sta sempre più prendendo una fisionomia riconoscibile e caratterizzata. In questa versione si dimostra adatto a vini lievi e scattanti con una predilezione per la piacevolezza e la salinità. (altro…)