Nuova annata per un outsider del syrah che si è guadagnato già rispetto e considerazione nel settore per la grandissima prova dell’annata 2015. Questa 2016 è croccante fresca e sapida come annata comanda e nel bicchiere ha note che ricordano molto il Rodano tra tocchi erbacei eleganti, pepe, mirtillo e ribes nero ma anche un tono di rusticità ben dosato che evoca spaziature esotiche.
Degustacene da Burde
Vinea Domini Sangiovese IGT 2015 La Leccia
Classico sangiovese di vecchia scuola toscana con un bel tannino piccante che stuzzica e diverte in un’annata con bella concentrazione. Speziature e note piccanti, fiori e frutta sotto spirito lamponi e di bosco, menta, fragole in confettura tabacco e sandalo lo distinguono nella beva bella e solida.
Silosò Elba Aleatico Passito 2017 Antonio Arrighi
La meraviglia aromatica dell’aleatico si esalta come sempre nelle mani di Antoio Arrighi che lo tratta con rispetto e intensità necessarie a sottolineare i tratti mediterranei e profondamente fruttati di prugne, visciole, fiori, fragole in confettura e alloro. Bocca dolce ma dove il tannino fa la sua parte insieme alla bella sapidità a farne un vino da bere da solo in qualsiasi momento della giornata e non solo con i dolci come la famosa o famigerata schiaccia ubriaca dell’Elba, presentata in versione casereccia da Paolo Gori nel corso della serata.
Venerdi 19 ottobre in trattoria Carpineto il Cinghiale e il tempo della Toscana dal 1990 al 2013
Serata speciale per la cena degustazione, Carpineto e il tempo della Toscana 1990 e 2013. Sarà una serata davvero “speciale” perché a scendere in campo saranno il Chianti Classico Riserva e il Nobile di Montepulciano Riserva, per il quale Carpineto è un’icona nel mondo, con delle bottiglie agée di tutto rispetto..
Clos Vougeot AOC Grand Cru 2014 Chateau de La Tour
Nella distribuzione Unicorno di Fabio Cagnetti c’è spazio anche per i miti incrollabili di Borgogna come questo, forse il più grande Clos Vougeot di tutti, una AOC Grand Cru che purtroppo al suo interno presenta diversi vini mediocri non all’altezza del blasone del più grande e famoso grand cru della regione.
Paolo Gori, la Borgogna in cucina e la Toscana
Cipolle, carne, uova e sambudello, la Toscana e la Borgogna possono sembrare distanti ma una volta seduti a tavola le carte cambiano. Paolo Gori ci racconta come interpretare i piatti classici della Borgogna partendo dalla tradizione toscana.
La Regola – Rosso di Toscana IGT 2014 Cabernet Franc
Il vino emblema dell’azienda La Regola dei fratelli Nuti a Riparbella è una bellissimo esempio di come il cabernet franc si stia ambientando alla grande sulla costa toscana. Tocchi di peperoni abbrustoliti e carnosi, vetiver e aloe che emergono da un sottobosco rosso e nero mirabilmente costruiro e screziato di note torrefatte e di ebanisteria nobile per un naso fruttato ma non solo decisamente piacevolissimo.
Il Leccino Chianti DOCG 2016 La Leccia
Dall’etichetta territoriale fino al gusto intenso e deciso, un sangiovese che racconta del territorio di Montespertoli in dettaglio con ancora un goccio di merlot che andrà via via a sparire perchè ormai le vigne sono capaci di dare un sangiovese caparbio ma anche elegante in queste zone. Questo 2016 è polposo ricco di note di fragole ribes rosso lavanda viola e sottobosco con un finale grazioso e fruttato dove il tannino e l’acidità non mancano mai.
Venerdi 5 Ottobre Borgogna e Unicorni: grandi vini, Oeuf en meurette e Bouef Bourguignonne in trattoria!
Paolo Gori e le suggestioni etrusche nella cucina toscana
Paolo Gori racconta le suggestioni e le citazioni della cucina etrusca in quella toscana di oggi a partire dall’acqua cotta alla maremmana con il suo uovo (tipico dei banchetti funebri simbolo di morte e rinascita) per proseguire con l’uso di fichi e frutta con le carni (colombacci e piccioni), le fave per finire con il “garum”, prelibatezza destinata ai nobili etruschi che probabilmente oggi per noi sarebbe immangiabili ma di cui possiamo ritrovare tracce nella nostra acciugata, salsa classica da usare (anche) sulla bistecca alla fiorentina.