Distilati e Liquori

La ricette della pecora, dalla cucina scozzese alla piana fiorentina

Siamo affezionati a questo ardimento — usare queste due cose molto forti insieme. Sapete perché si mangia la pecora da queste parti? Per ragioni storiche. Firenze non voleva il passaggio degli armenti che transumavano dai monti — soprattutto dal Casentino verso il mare — e quindi le vie della transumanza si dividevano: una passava da Campi e Compiobbi, l’altra più sulle colline, sulla parte di Bagno a Ripoli. Il passaggio veniva pagato — pagato con gli animali che morivano e rimanevano sul territorio, oppure lasciando le pecore più vecchie. Era il modo con cui si pagava l’affitto del terreno alla Signoria. Per questo, da questa zona fino a tutta Sesto e Campi, cuocere la pecora è una tradizione radicata.

La pecora, fino a poco tempo fa, in questa parte di Firenze la mangiavamo noi e basta — e ci guardavano malissimo. Ora invece la carta è girata: tutti i ristoranti, se non cucini la pecora, se non hai la trippa di pecora, non sei nessuno. Anche lì, i corsi e ricorsi storici — ormai è stato sdoganato come taglio di carne.

L’abbiamo cucinata in due modi classici: sulla pentola, che è il suo classico, e in umido. Avevo anche pensato di fare la bistecchina, ma sapete — la pecora è molto grassa. Ho una sola griglia con una cappa e fare la bistecchina vuol dire rischio d’incendio. Abbiamo qui una nutrita rappresentanza della Sagra del Ranocchio, che sa bene cosa vuol dire grigliare la pecora — una capacità incendiaria molto simile a quella del rosticciano.

Come antipasto abbiamo fatto il classico uovo alla scozzese. Poi la farinata di cavolo nero, perché l’intensità e la pungenza del cavolo nero si sposa bene con sentori intensi come quelli del whisky. E abbiamo chiuso con un dolce di origine scozzese, abbinato come si conviene a fine pasto.

È stato quindi un mix tra cucina toscana e qualche accento di cucina scozzese!

Venerdi 17 novembre Burde Spirits! Giacosa, Gilli, Paszkowski si divertono con il nostro gin alla cocktail dinner

Per molti di voi è stata una bella sorpresa trovare in Trattoria il nostro Gin Toscano che abbiamo prodotto per l’occasione degli impegni estivi in Valdarno in Palagina e al Norcenni con l’enoteca e il pasta bar. Ma ovviamente ormai è un elemento entrato a far parte del nostro menu e come proposta di abbinamento ai piatti della trattoria e per farvelo scoprire in grande stile abbiamo pensato il prossimo venerdi 17 novembre  ad una cocktail dinner, ovvero una serata degustazione in collaborazione con gli amici dei bar Giacosa, Gilli e Paszkowski che vedrà 5 piatti del nostro menu abbinati ad altrettanti cocktail proposti in abbinamento.

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Burde-Paszkowski, come è andata la Cocktail dinner in trattoria

Invenzioni e twist in tavola e nel bicchiere hanno caratterizzato una serata stimolante e godereccia in trattoria grazie alla professionalità di Luca Manni, bar coordinator del gruppo Valenza, ed Enea Pappalardo barman di Paszkowski Firenze, iconico bar storico ma che si è saputo attualizzare e rilanciare ai tempi di oggi. La miscelazione sta cambiando anche la cucina e la gastronomia in generale e la serata che abbiamo trascorso in trattoria lo ha dimostrato ampiamente. Abbinamenti riusciti e coinvolgenti e una sacco di storie ed aneddoti che aprono uno squarcio sulla storia antica dei cocktail e su quella modernissima di imprese come WineStillery di Enrico Chioccioli che a Gaiole produce prodotti di altissima qualità a partire da botaniche , alcol e vini della nostra regione.

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Teeling Whiskey Single Grain 13 yo

Più unico che raro questo whisky “grain” che affina molto a lungo compreso tre importanti anni in botti di Bordeaux rosso. Il Teeling Irish Whiskey Single Grain Bordeaux Red Wine Cask è sicuramente uno dei protagonisti della rinascita del whiskey in questa nazione.   Al naso mostra acqua di rose, ciliegie mature, cannella e frutta rossa. Al gusto svela frutta estiva, confettura di frutti neri, crema alla vaniglia, mela rossa e melacotogna con un retrogusto di miele incantevole. Arrivano quindi di gran carriera la spezia, il legno tostato e le sensazioni di rovere calde avvolgenti.

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Glencadam 15 yo Highland Single Malt Angus Dundee Distillers

Glencadam è una distilleria che opera nel 1825 e che rilascia questo single malt solo dopo 15 anni. Siamo nello Speyside, fiume storico che ha fatto nascere tantissimi prodotti di eccellenza. Un whisky con nota fruttata imponente e dolcissime in un sottofondo di spaziatura maltata quasi da capogiro. Mela delicious, susina matura, fragole,  sottobosco, ginger, mallo di noce e un andamento caramellato che viene interpellato da una robusta pepatura. L’effetto nei bicchieri di questo Glencadam 15 yo è quasi stordente agli inizi ma lo si modera e si esalta abbinandolo anche a piatti salati come l’irish broth di Paolo Gori dove carne, brodo di pecora intenso e rimandi piccanti realizzano un connubbio intrigante come pochi.

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Whisky The Epicurean 12 Year Old Small Batch Release

Piccoli lotti per un piccolo grand capolavoro di piacevolezza. Questo “Epicurean” ideale anche su una penna alla pecora nella nostra trattoria, ha note complesse di miele, orzo, pesche mature e spezie cangianti tra canfora, anice stellato e vaniglia. Continua la dolcezza del naso tra arancio candito, tanta pesca sciroppata e matura e note erbacee aromatiche tra rosmarino e salvia a completare il finale di palato. Il carattere erbaceo viene fuor bene al palato insieme a cocco, senape e caramello appena accennato. La sua bella persistenza lo rende ottimo anche per le whisky dinner…

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Whisky Tomintoul 15 YO “Peaty Tang”

Il “tang” del nome non tragga in inganno, in realtà si tratta di una nota piuttosto marcata ma di una piacevolezza notevole, si avverte eccome ma non dispiacerà a nessuno che non ami la torba in maniera particolare. Soprattutto perché questo Tomintoul sfrutta i 15 anni in legno delle sue acquaviti per costruire un mosaico di miele, spezia, note fresche di frutta gialla e agrumi, con le spezie e la morbidezza del caramello a spuntare.

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Whisky Timorous 10yo Douglas Laing’s Small Batch Release

Fresco delicato e di una godibilità davvero contagiosa e a 360 gradi, si presenta tenute nel colore ma con naso splendido di floreale e fruttato bianco, spezie miele e camomilla. In bocca ha struttura e ricchezza che non sovrasta piatti e abbinamenti e si rivela sorprendente per pulire il palato se abbinato con salmone e finocchietto.

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Pisco is Perù, breve guida al Pisco nella mixology per la #PiscoWeek a Firenze fino al 27 maggio

Non è mai tardi per imparare ad apprezzare un nuovo distillato, no? Direttamente dal Perù nei migliori bar di Firenze arriva il Pisco, storica acquavite d’uva peruviana che di recente è entrata nella mixology dei professionisti del mondo. Questo fine settimana (fino al 27 maggio) sarò possibile assaggiare una gamma impressionante di cocktail a base Pisco in città nei locali più importanti per i drink. In particolare li troverete all’Atrium Bar – Four Seasons Hotel, Bitter Bar, Caffe Gilli, Ditta Artigianale, Divina Terrazza – Hotel Cavour, Eataly, El Gallito, El Inka, Filippo Mud, Grand Hotel Minerva, Harry’s Bar, Inferno, Joshua Tree Pub, La Menagere, La Vaka Loka, Locale Firenze, Mad, Mistura, Pint of View, Rasputin, Santa Rosa Bistrot, Sesto, The Fusion Bar.

Noi abbiamo avuto la fortuna di avere una piccola anteprima con una passeggiata in quattro di questi… ecco come è andata!

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