Il nome deriva dal profumo di fiore della vita che in Champagne si può annusare con piacere a maggio e gli venne dato dal suo creatore Richard Duval Leroy ai primi del 1900. Una maison antica (fondata nel 1859) ma che ha sempre giocato su quantità e volumi più che su finezza almeno fino agli anni ’90 quando la signora Claude rimasta vedova decide di impostare in maniera molto diversa la produzione. Investe in qualità e ricercatezza, assume e struttura l’azienda al femminile (oggi il 45% dei dipendenti sono donne compresa la chef de cave Sandrine Logette-Jardin).
pinot nero
Tenuta Montauto Ciliegiolo 2017 Igt Toscana
Il nonno del sangiovese in maremma è sempre più di casa e il ciliegiolo sta sempre più prendendo una fisionomia riconoscibile e caratterizzata. In questa versione si dimostra adatto a vini lievi e scattanti con una predilezione per la piacevolezza e la salinità. (altro…)
Staccione Tenuta Montauto Rosato Maremma Toscana DOC 2018
Un rosa che sfrutta la piacevolezza del sangiovese con tocchi aromatici lievi e soffici con una dolcezza soffusa, note agrumate e sapide che si rincorrono su una base di rose, viole e pepe leggero. Idea di vaniglia e cipria melograno e lamponi , sorso sapido con lieve velo tannico che non rovina la dolcezza e l’impressione di levità complessiva.
Tenuta Montauto Brut Metodo Classico Sangiovese 100%
Fresco diretto scattante, una bollicina particolare che sfrutta l’acidità del sangiovese e i suoi aromi di base per un metodo classico sorprendente che rende giustizia al terroir che lo vede nascere. Naso di agrumi arancio rosso e mandarino, tocco floreale di rosa e una vago cenno di ciliegia e amarena corredate da note di nocciola e panificazione dalla permanenza sui lieviti.
Paolo Gori e il menu di metà primavera, Carabaccia con piselli, erbi e faraona
Paolo Gori ci parla del menu realizzato per i vini di Montauto dalla Maremma. Montauto e l’insolita Maremma del vento. Come le stagioni, cambiano le zuppe e le minestre e in tavola arrivano gli “erbi” e la carabaccia si arricchisce di piselli oltre le immancabili cipolle. Ma non è l’unica particolarità del menu presentato perchè torna la Faraona e la Cinta Senese in versione spiedino.
Venerdi 10 maggio in trattoria i vini del vento di Montauto con spiedo di cinta senese e faraona
Ci avviciniamo al termine del nostro calendario degustazioni per questa primavera ma ci aspettano tre appuntamenti bellissimi! Iniziamo venerdì 10 maggio con una serata con Riccardo Lepri e la Tenuta di Montauto, una insolita Maremma del vento che esalta i vitigni bianchi e nordici come il pinot nero ed è a che storica patria del Ciliegiolo, l’antenato del sangiovese toscano. Avremo con noi Riccardo e i suoi vini unici bianchi e rossi di spessore e carattere particolare, tutti da scoprire con la cucina di Paolo Gori che pesca a piene mani dalle suggestioni di stagione.
Venerdi 17 maggio Provenza e Champagne in rosa con Piccione e Ratatouille con Piper Heidsieck e Chateau La verrerie
Gonet-Medeville Cuvée Athenais 2015 Ambonnay
Un insolito ma buonissimo rosso di Champagne, un pinot nero goloso e intrigante che scardina molte convinzioni sui rossi di questa regione spesso in effetti verdi e intricati. Grazie alla 2015 invece qui è un tripudio di frutta rossa e nera, note di ebanisteria nobile, tabacco e tocchi mentolati per un corpo lieve ma deciso, una dolcezza piena e succulenta, un vino perfetto per la cacciagione da piuma e la carne di maiale al forno.
Bourgogne Rouge 2015 Sylvaine Pataille a Marsannay
Un fenomeno del pinot nero da cogliere adesso mentre inizia a raccogliere i primi allori, ecco chi è Sylvaine Pataille secondo Fabio Cagnetti. Un perfezionista meticoloso e appassionato capace di cogliere infinite sfumature del pinot nero usando i raspi e tecniche dove mano e consapevolezza sono fondamentali.
Givry 1er Cru Clos Salomon 2014 en magnum
Givry è un comune che ci abituato benissimo negli ultimi anni ad exploit capaci di mettere in discussione gerarchi borgognotte solide e apparentemente incrollabili e questa magnum del 2014 del Clos Salomon pare destinata a fare lo stesso. Fabio Cagnetti per la sua Unicorno distribuzione ci porta questo vino che nasce da un monopole aziendale su calcare oxfordiano di 7 ettari.